La cultura al bar del paese?!? Sogno o son desto?

19-marzo-2012 - pubblica su Facebook LinkedIn Xing Twitter FrienFeed Technorati Google Ok Notizie Thumblr

Si discute molto, e molto seriamente, di biblioteche in rete. Di recente i ragionamenti si sono infuocati sull'intreccio fra ebook e biblioteche sui blog di Virginia Gentilini e di Luca Ferrieri. Molte illustri personalità sono scese in campo. C'è da imparare (senza scherzi) a leggere tutta quella roba che viene scritta sulle pagine di Internet su questo argomento.

Ma io vivo in provincia, e più passano gli anni e più mi piace starci e criticare da lontano quel che succede nel mondo. Avrò imparato da mio nonno o da mio padre. Grandi frequentatori di osterie l'uno e di bar l'altro. E succede che questa sera un mio amico di quelli che ci faccio delle belle chiacchierate al Bar Senio di Cotignola (se ci passate fermatevi, è uno spettacolo a cielo aperto), un mio amico che si chiama Mario, mi manda questa roba. Che è un anteprima di un incontro che ci sarà venerdi sera alle 21 proprio a Cotignola, poco lontano dal Bar Senio. Un incontro che hanno organizzato gli amici di Primola che sono stati così incauti da invitarmi e che, però, per premursi rispetto ai miei discorsi da Bar qualcuno di serio l'hanno invitato anche. Qualcuno come l'Antonella Agnoli (bibliotecaria) e Massimo Berdondini (libraio).

Il testo che Mario mi ha inviato è qui sotto. Lo ringrazio e vi invito a leggerlo. E, chi può, a partecipare venerdi sera.


La biblioteca come il bar pubblico della cultura?

di Mario Baldini

Biblioteche e stili del vivere senza spreco, cultura ed ecologia.

Le ultime due Passioni di marzo al binario di Primola, quella del 23 con Antonella Agnoli, una nota studiosa creativa di Biblioteche e di cultura, e quella del 30 con Andrea Segrè, professore di Politica agraria internazionale all’Università di Bologna, non sono solo dibattiti per presentare due libri molto stimolanti di studiosi di qualità, ma vogliono essere qualcosa di più: coinvolgere cittadini, comuni, associazioni su temi vitali per il futuro per stimolare le energie del fare.

"Come Primola vorremmo dare un contributo per rigenerare i terreni, spesso impoveriti dai diserbanti sociali del mondo finanziario economico liberistico di questi anni."
Antonella Agnoli, venerdì 23 marzo alle ore 21, ci parlerà di Caro Sindaco parliamo di Biblioteche, il suo ultimo libro pubblicato recentemente (Editrice bibliografica, 2011).

Facciamoci alcune domande. Quanto conta la biblioteca nella comunità? Perchè dovremmo destinarvi delle risorse? In un momento di tagli ai bilanci, ci sono altre priorità? A cosa serve la biblioteca nell'epoca di Google? Qual è la sensibilità dei Sindaci sul tema? Sono domande che valgono anche per la cultura in genere.

Antonella Agnoli, presenterà la sua ricetta creativa per le biblioteche, dialogando con  Mauro Sandrini, autore de: Elogio degli e-book e Massimo Berdondini, libraio. Ma il dialogo vuole aprirsi con i cittadini il mondo delle biblioteche e gli amministratori

A tal fine sono stati invitati all'incontro i bibliotecari, i Sindaci e agli Assessori alla cultura dei Comuni dell'Unione lughese.

Secondo Antonella Agnoli, che ha contribuito a progettare la Sala Borsa di Bologna:“le biblioteche devono essere in grado di diventare indispensabili come la panetteria o la lavanderia, offrendo servizi convergenti di varia natura che rispondano alle esigenze informative di tutti. Non solo libri, non solo accesso ai supporti informatici, ma offerte differenziate che possono andare dal corso di taglio e cucito alla location per organizzare un matrimonio o una festa di compleanno, dalle consulenze gratuite di esperti a sportelli per iscrivere i propri figli al corso di nuoto o alla mensa scolastica. Ciò che conta è che la biblioteca sviluppi i suoi servizi in base ai bisogni del contesto geografico e sociale”.

Ci piacerebbe esplorare il terreno delle nostre biblioteche, qui da noi ricchissime di esperienze all’avanguardia, per sperimentare nuove soluzioni su versanti innovativi. Pensare, ad esempio, una biblioteca del futuro come una sorta di bar pubblico della cultura, sul modello Agnoli.

Stiamo andando controcorrente? No, ci piacerebbe solo sviluppare le potenzialità culturali del territorio.

Se i negozi e i supermercati aprono alla domenica e sono aperti dopo le 18 perché le biblioteche devono essere aperte in coincidenza con gli orari di lavoro?

Ma vediamo alcuni dati delle biblioteche.

La Rete Bibliotecaria di Romagna è la più estesa rete bibliotecaria italiana. Centocinquantacinque biblioteche in rete informatica tra di loro che si rivolgono ad un milione di abitanti.
Le biblioteche della provincia, secondo i dati del 2010, hanno una dotazione superiore ad un milione cinquecento documenti (libri, DVD materiale di consultazione) . La biblioteca Luigi Varoli di Cotignola ne ha oltre 21.000 documenti, la Trisi di Lugo supera 123.000, la Piancastelli di Fusignano i 31.000. I prestiti della provincia arrivano a quasi mezzo milione.
La media provinciale relativa alla circolazione dei documenti è superiore a un libro pro capite, anche se questa potrebbe essere letta come la media del pollo.
Nonostante questi dati relativamente positivi, si legge poco e si può fare molto di più.
La parola ai lettori e ai non lettori.




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Chi ha letto il libro dice che:

Gino Roncaglia, Io Scrivo, Corso di scrittura creativa del Corriere della Sera
Nell'Elogio degli e-book Mauro Sandrini descrive una delle ragioni più interessanti che possono spingere all’autopubblicazione: il passaggio dalla vendita del libro-prodotto all’idea del libro-incontro, svincolato dalle logiche di mercato, in grado di aprire uno spazio di interazione diretta fra autore e lettore.

Stefano Dazzan
L’ennesima sbrodolata su cosa sono gli e-book, cosa occorre per leggerli e dove trovarli, a pagamento o gratuitamente. Scordatevi tutto questo.
‘Elogio degli e-book’ è un bellissimo viaggio all’interno del cambiamento che ci porterà inevitabilmente, presto o tardi, a sostituire i vecchi libri di carta con quelli in formato elettronico (o, se non a sostituirli, almeno ad affiancarli in modo sostanziale). Ci insegna e ci spiega perchè non aver paura del cambiamento...

Guido Dettoni
Complimenti all'autore per questo lucido e brillante testo.
È il primo e-book che acquisto dopo anni di e-reading. Un rituale data la scelta del titolo.
Ho deciso di regalarlo perché è affascinante.

Sandro Calliera
Quando ho letto della distinzione tra merce-libro e libro-bene mi sono commosso.
Questo eBook ha il raro pregio di coniugare le informazioni trattate con la dovuta sistematicità con i sentimenti.

Alessandro Berio
L'autore offre una appassionata e precisa introduzione al mondo del libro elettronico, partendo dall'esperienza personale e realizzando, nei fatti, un saggio elettronico dal carattere sostanziale e, lasciatemi scrivere, profetico

Francesco Rigoli 
Elogio degli ebook é una dichiarazione d’amore, sostenuta da argomenti validissimi, per la rivoluzione in atto nel nostro modo di rapportarci ai libri. Non è un manuale tecnico, anzi, ma una riflessione fatta con il cuore e con la mente da un lettore appassionato, proprio come te. L’ho letto, e ne sono rimasto affascinato! 

Salvatore Nascarella
Su un punto mi trovo in disaccordo: l'autopubblicazione. Non mi piace il concetto. L'editore (quello serio) lavora sulla selezione del testo, lavora sulla redazione, sulla qualità grafica, sulla leggibilità. Un libro senza editor, senza redazione, senza correttore di bozze, e senza impaginazione (anche ebook) è solo uno scritto. Anche Stephen King che si auto pubblica e vende i capitoli sul proprio sito, immagino abbia comunque dietro un editor ecc., anche se non esplicitato: è necessario per il bene della letteratura stessa, così come per la musica è necessario un produttore. Editori e produttori hanno cambiato alcuni originali, facendone capolavori (es. musicale Brian Eno).

Emanuela Zibordi 
L'ho letto con attenzione pur essendo una semplice lettrice perchè a volte si colpevolizza troppo chi sposa la lettura in digitale, prospettando chissà quali catastrofici scenari editoriali. Sandrini mi ha rassicurato. A coloro che mi vedono con l'e-reader in mano e mi dicono: "io non so rinunciare al libro cartaceo perchè mi piace l'odore della carta" rispondo: "io impazzisco per l'odore del kindle e tutto quello che ci sta dietro" ;-)

Eleonora Pantò
Mi aspettavo un libro esclusivamente centrato sui vantaggi dell'autopubblicazione ed invece è stata una piacevole sopresa leggere del rapporto con i libri e con la loro fisicità. Mi sono piaciute molto le espressioni "nicchie di umanita'" e "occasioni di partecipazione", che grazie a un libraio (o librante) competente permettono all'autore e al lettore di conoscersi.

Agostino Quadrino
Bello, chiaro e acuto, soprattutto nella breve disamina dei fattori economici che determinano il cambiamento in atto con gli e-book, ovvero l'abbassamento della soglia d'ingresso per autori ed editori, erodendo potere al capitale e trasferendolo sul lavoro e il talento.

Fulvio Capacci
I libri per bambini non si protranno trasformare in ebook, almeno non quelli per i più piccoli.
Come faranno a tirare linguette, a guardare le immagini e scoprirle al tatto e, cosa più importante, strappare le pagine? Affideresti il tuo ebook a un bambino di 10 mesi?
Forse il futuro delle tipografie può essere qui, anche se molti già da ora li fanno stampare in Cina.

Prisca Cannas
Elogio degli E-book, è un invito a superare ogni resistenza all'innovazione non in nome di una venale economicità, bensì per uno scopo ben più elevato. Con l'e-book la parola scritta, non viene imposta dall'editore o dalla grande distribuzione, facendola diventare quasi informazione da subire passivamente, ma viene più liberamente scelta dal lettore, meglio, viene condivisa dall'autore dando vita a un processo che attua la più grande forma di democratizzazione della conoscenza mai avvenuta finora. 

Maurizia, Cuochisentimentali
Non è un libro tecnico è un libro sull’umanità dei libri, su tutti noi, su quanto ci perdiamo a correre e a teorizzare e quanto poco pensiamo a cosa è importante.
Quello che mi convince è il progetto che c’è “dentro” a questa nascente casa editrice che pubblica libri di persone che si potranno toccare, raggiungere, senza bisogno di agenti e di incontri in libreria, che raccoglieranno il filo rosso e lo scambieranno con i loro lettori… troppo utopica la sua idea oggi in tempi di crisi dei valori? Oppure assolutamente necessaria ?
Non è nel mio carattere "elogiare" , leggetelo ne sarete sorpresi.


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Perchè 99 centesimi sono un'occasione di incontro fra chi scrive e chi legge... 
Un'occasione per creare un canale di comunicazione attraverso il quale esperienze
e condivisione possono fluire. E poi, soprattutto, perchè è interessante sperimentare. 
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